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Nel Piano Strategico 2026–2030, la School of Management della Bocconi punta a rafforzare la leadership internazionale, ripensare la formazione manageriale nell’era dell’AI e ampliare la propria presenza globale con nuovi programmi, nuovi mercati e un forte investimento nella ricerca applicata

In un contesto in cui le competenze si trasformano più rapidamente delle organizzazioni che dovrebbero valorizzarle, SDA Bocconi sceglie di ripensare radicalmente il modo in cui si impara. Con Learning Without Limits, la School of Management introduce un modello che va oltre la logica tradizionale dei corsi e abbraccia un’idea nuova: la formazione come ecosistema continuo, capace di accompagnare professionisti e leader lungo l’intero arco della loro vita lavorativa. È un percorso che non si chiude con un titolo ma evolve nel tempo, grazie a strumenti digitali che permettono di tracciare e arricchire le competenze, a un legame più stretto con la Scuola e a un fondo dedicato che amplia l’accesso alla formazione executive.

È da questa visione che prende forma il ruolo di SDA Bocconi nel Piano Strategico 2026–2030: una scuola chiamata a innovare i modelli formativi, rafforzare la presenza globale e fornire alle imprese e alle istituzioni una nuova generazione di decision maker in grado di leggere e guidare la complessità. “SDA Bocconi è una scuola di management, con un orizzonte più ampio di quello del business. E il management del futuro non si limita a gestire processi,” osserva Stefano Caselli, Dean della Scuola. “Richiede evoluzione continua, consapevolezza tecnologica e la capacità di cogliere l’impatto sociale delle decisioni.”

Learning Without Limits: la formazione manageriale come ecosistema continuo

Una delle componenti più innovative del Piano è appunto il passaggio da una logica di corsi a una logica di percorso continuo. Con l’iniziativa Learning Without Limits, SDA Bocconi introduce:

  • il Bocconi Learning Radar, una piattaforma che accompagnerà i partecipanti lungo l’intero arco della carriera;
  • un fondo dedicato a sostenere l’accesso alla formazione executive per imprenditori, donne in transizione di carriera e comunità sottorappresentate;
  • un modello che vede il partecipante non come ex studente, ma come membro permanente di un ecosistema di apprendimento.  

Una scuola sempre più globale, con un’Europa forte al centro

Ogni anno SDA Bocconi coinvolge più di 13.000 partecipanti nei programmi corporate su misura, oltre 2.300 nei programmi executive aperti e circa 3.500 nei corsi online; gli MBA e gli Executive Master accolgono più di 800 partecipanti da oltre 70 Paesi. Sono numeri che confermano una scala internazionale già solida, che il Piano punta ora a trasformare in leadership strutturale.

L’obiettivo è di diventare stabilmente una delle principali business school europee a vocazione globale, in quanto a capacità reale di essere un punto di riferimento nei dibattiti manageriali e di policy.  È in quest’ottica che nasce la crescita significativa delle attività di executive education a Riyadh, con la possibilità di evolvere in una vera education branch. Una mossa che amplia la presenza della Scuola in aree strategiche dopo Mumbai. “La regione del Medio Oriente rappresenta già una quota importante del nostro bilancio, avvicinandosi al 10%,” afferma Caselli.“Essere presenti dove il cambiamento accade ci permette di comprendere meglio ciò che serve alle imprese e di portare ai nostri studenti un punto di vista realmente globale.”

Executive Education: qualità radicale e nuovi programmi per i leader che verranno

Il Piano prevede una trasformazione profonda dell’Executive Education, identificata come uno dei motori identitari della Scuola. I cardini sono tre:

  • aumento della scala senza dispersione dell’offerta;
  • revisione sistematica della qualità dei programmi (“radical quality check”);
  • nuova segmentazione del mercato per servire clienti globali — dalle “Fortune 500” alle istituzioni finanziare, alle PMI, per giungere alle istituzioni pubbliche.  

Accanto ai format consolidati, nasceranno nuovi programmi flagship, tra cui il Next CEO Program e percorsi per ruoli emergenti come Chief Political Officer e Chief Diffusion Officer. La Scuola investirà inoltre su nuovi target in crescita — in particolare i senior in transizione di carriera, il cosiddetto “silver target” che ha bisogni permanenti di re-skilling. “Il mercato richiede leader che sappiano navigare scenari completamente nuovi,” commenta Caselli. “Questo significa portare nelle aule temi che fino a ieri non erano considerati parte del management.”

Ricerca applicata: ecosistemi, impact e thought leadership

La ricerca sarà sempre più un ecosistema, e per questo il Piano introduce, oltre al consolidamento di 20 Labs, 12 Monitors e 6 Osservatori già attivi, la creazione di Impact Research Projects dedicati a fornire insight operativi a imprese e istituzioni; il lancio di Flagship Indexes e Monitors su sostenibilità, governance, innovazione e performance delle politiche pubbliche in una prospettiva europea e globale.   “Vogliamo che la nostra ricerca influenzi il modo in cui si prendono decisioni,” sottolinea Caselli. “Rigorosa, ma applicata. Accademica, ma utile.”

Un laboratorio di leadership

Alla base del Piano c’è l’idea che la Scuola debba diventare un “laboratorio di leadership”, un luogo in cui teoria, pratica e immaginazione si incontrano per definire i modelli manageriali del futuro. “La nostra ambizione,” conclude Caselli, “è contribuire alla trasformazione del management europeo e globale. Le aziende e le istituzioni vivono cambiamenti storici: è nostro dovere formare persone che non solo li comprendano, ma li guidino.”

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