I cittadini attribuiscono più importanza al buon governo di quanto si crede
In un’epoca di polarizzazione politica, i cittadini vengono spesso descritti come divisi praticamente su tutto. Tasse, immigrazione, politica climatica, diritti sociali: l’opinione pubblica appare frammentata e mutevole. Eppure, al di là di questi disaccordi evidenti, si cela una questione meno esplorata: i cittadini condividono convinzioni comuni su come dovrebbe operare il governo, indipendentemente da ciò che esso fa? Un nuovo studio suggerisce che la risposta sia affermativa.
Pubblicata sul British Journal of Political Science e redatta da Anthony M. Bertelli (Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, Università Bocconi), insieme a Silvia Cannas (Barcelona Institute of International Studies, IBEI) e Marika Danielle Csapo (Utah State University), la ricerca fa parte del progetto REPGOV ERC Advanced Grant, di cui Anthony Bertelli è Principal Investigator. Lo studio esamina se i cittadini abbiano convinzioni coerenti riguardo ai principi che dovrebbero guidare la pubblica amministrazione e l’attuazione delle politiche.
Valori quali la responsabilità, l’imparzialità, la legalità, l’efficienza e l’integrità occupano un posto distintivo e sorprendentemente stabile all’interno dei più ampi sistemi di credenze politiche delle persone. Lungi dall’essere questioni tecniche riservate a funzionari pubblici e giuristi costituzionalisti, questi principi appaiono profondamente radicati nel modo in cui i cittadini comuni concepiscono la democrazia stessa.
Attingendo a indagini originali condotte su oltre 2.600 intervistati in Italia e nel Regno Unito, gli autori hanno esplorato come i valori di governance interagiscano con gli orientamenti politici, le convinzioni morali e gli ideali democratici.
L’architettura nascosta delle convinzioni politiche
Gli studiosi si concentrano da tempo su ciò che le persone pensano delle politiche e delle ideologie. Molta meno attenzione è stata prestata alle convinzioni relative alla governance stessa, ovvero alle regole procedurali e alle norme che determinano le modalità di attuazione delle decisioni pubbliche.
Gli autori si concentrano su sei principi normalmente associati al buon governo:
- Responsabilità
- Imparzialità
- Efficienza
- Trasparenza
- Legalità
- Integrità
Questi valori non sono obiettivi politici in sé. Sono piuttosto principi che regolano i mezzi attraverso i quali i governi perseguono gli obiettivi pubblici. Come scrivono gli autori,
«Essi regolano le modalità di attuazione delle politiche pubbliche.»
I cittadini, cioè, possono non essere d’accordo sul fatto che i governi debbano spendere di più, regolamentare di più o ridistribuire la ricchezza in modo più aggressivo. Tuttavia, possono comunque concordare sul fatto che i funzionari pubblici debbano agire in modo legale, equo e trasparente.
Per indagare questa possibilità, i ricercatori hanno utilizzato tecniche avanzate di analisi delle reti che mappano le relazioni tra decine di atteggiamenti politici, valori e convinzioni. Anziché studiare le opinioni in modo isolato, hanno esaminato come si integrino tra loro interi sistemi di convinzioni.
Cinque valori di governance si muovono all’unisono
Lo studio mostra che cinque dei sei valori di governance — responsabilità, imparzialità, efficienza, legalità e integrità — si raggruppano costantemente in una comunità distinta di convinzioni sia in Italia che nel Regno Unito. In altre parole, chi sostiene con forza uno di questi principi tende a sostenere anche gli altri. Ancora più importante, questi valori sono molto più collegati tra loro di quanto lo siano con altri orientamenti politici.
I ricercatori descrivono questa relazione in modo molto chiaro:
«La loro interdipendenza reciproca è di gran lunga superiore alla loro dipendenza da qualsiasi altro orientamento o atteggiamento di valore.»
Il risultato suggerisce che i cittadini dispongano di un quadro mentale autonomo per valutare la qualità della governance. Non si tratta semplicemente di un sottoprodotto dell’ideologia destra-sinistra, dell’identità partitica o di specifiche preferenze politiche.
Il diagramma riflette il risultato centrale dello studio: cinque valori di governance formano un gruppo strettamente connesso, mentre la trasparenza occupa una posizione di ponte che collega la governance a valori democratici più ampi.
La trasparenza è diversa
La trasparenza è emersa come l’eccezione. A differenza degli altri principi di governance, la trasparenza si è costantemente raggruppata con i valori democratici e morali piuttosto che con la comunità della governance stessa. In Gran Bretagna era strettamente legata agli ideali democratici; in Italia, si allineava più fortemente a fondamenti morali quali l’equità e la giustizia.
Gli autori sostengono che la trasparenza svolga un ruolo speciale perché collega le procedure amministrative a principi democratici fondamentali quali la libertà di informazione, la responsabilità e il controllo da parte dei cittadini. Questa posizione unica rende la trasparenza più suscettibile all’influenza di convinzioni politiche più ampie rispetto agli altri valori di governance.
I funzionari pubblici non sono poi così diversi
Un ampio corpus di ricerche sulla pubblica amministrazione suggerisce che lavorare all’interno delle istituzioni governative plasmi gli atteggiamenti e le motivazioni delle persone. Tuttavia, gli autori hanno trovato poche prove del fatto che gli ex o attuali dipendenti pubblici abbiano una visione dei valori di governance diversa da quella di chiunque altro.
«L’esperienza lavorativa nel settore pubblico non altera né l’integrazione interna dei principi di governance né il loro rapporto con il sistema di convinzioni più ampio.»
Indipendentemente dal fatto che gli intervistati avessero lavorato o meno nella pubblica amministrazione, la struttura dei valori di governance rimaneva notevolmente simile.
Ciò lascia pensare che i cittadini non abbiano bisogno di un’esperienza amministrativa diretta per comprendere l’importanza della responsabilità, della legalità o dell’imparzialità. Questi valori sembrano essere norme sociali ampiamente condivise piuttosto che atteggiamenti legati alla professione.
Resistenti agli shock politici
I ricercatori hanno inoltre esaminato come reagiscono i valori di governance quando cambiano altre convinzioni. Utilizzando simulazioni basate su modelli di rete originariamente sviluppati in fisica, hanno verificato cosa accadrebbe se si verificassero grandi cambiamenti nei valori morali, nelle convinzioni democratiche o negli atteggiamenti politici.
La risposta: non molto. La maggior parte dei valori di governance si è dimostrata altamente resistente al cambiamento. Anche significativi cambiamenti simulati nelle convinzioni politiche hanno prodotto solo modeste variazioni nel sostegno alla responsabilità, alla legalità o all’imparzialità.
La trasparenza spicca ancora una volta. Sebbene sia molto difficile da modificare, è il valore di governance più suscettibile di essere influenzato dai cambiamenti in altri ambiti del sistema di convinzioni.
Un quadro di riferimento comune
Se i cittadini condividono convinzioni coerenti riguardo agli standard procedurali, dispongono di un quadro comune per valutare le prestazioni del governo. Le persone possono essere in netto disaccordo sui risultati delle politiche, ma possono comunque giudicare se le decisioni siano state prese in modo equo, legale e trasparente. Questa intuizione trova riscontro in decenni di ricerche che dimostrano come i cittadini abbiano a cuore profondamente il processo, non solo i risultati. Procedure eque spesso generano legittimità anche quando alle persone non piace la decisione finale.
Gli autori sostengono che i valori di governance forniscano proprio questo quadro valutativo. Essi aiutano i cittadini a chiedere conto ai funzionari pubblici e a valutare la qualità della governance democratica indipendentemente dalle preferenze politiche. In un momento in cui molte democrazie sono alle prese con un calo di fiducia nelle istituzioni, ciò può offrire un motivo di ottimismo. Al di là dei conflitti politici, potrebbe esserci ancora un ampio consenso sui principi che dovrebbero guidare l’autorità pubblica.