Bocconi: la scelta europea per i migliori studenti del Regno Unito
C’è un indicatore, più silenzioso di altri ma spesso più affidabile, che misura la reputazione di un’università: la capacità di attrarre studenti, da tutto il mondo, che avrebbero tutte le alternative possibili. Un indicatore che oggi è sintetizzato in un numero: due terzi delle domande di ammissione per l’anno accademico 26/27 sono di studenti internazionali, con la conferma dei francesi, al primo posto, e, ormai sempre più evidente, di studenti inglesi o che hanno studiato nelle scuole britanniche che rappresentano il terzo paese di provenienza dopo la Turchia.
Negli ultimi anni, infatti, le application undergraduate sono cresciute del 43%, con un aumento degli studenti internazionali del 111% e, soprattutto, dei candidati UK del 175%. Non è un picco: è una traiettoria.
Secondo il Census 2025 dell’Independent Schools Council, il 7% degli studenti delle scuole indipendenti britanniche sceglie oggi di studiare all’estero, e Bocconi è la prima destinazione universitaria non-UK. Un dato che non segnala un declino di Oxbridge — dove si concentra circa il 4% degli studenti — ma una mobilità internazionale ormai strutturale.
Il sistema britannico resta solidissimo. La “Ivy League inglese” — il Russell Group — continua a rappresentare un riferimento globale, così come Oxford, Cambridge, LSE e Warwick. Ma cambia il comportamento di una parte degli studenti migliori: più mobili, più consapevoli, più strategici.
In questo confronto, Bocconi si è affermata come scelta coerente. Programmi con solide basi quantitative, percorsi chiari, forte integrazione con il lavoro, un ambiente realmente internazionale. Studiare in inglese fuori da un contesto anglosassone significa oggi acquisire competenze distintive.
Conta anche Milano, sempre più percepita come hub europeo connesso ai principali centri economici. E conta il valore: nel Regno Unito, costi e indebitamento rendono più esplicito il rapporto tra investimento e ritorno.
Il risultato è visibile: cresce la presenza britannica e, soprattutto, cresce la qualità della domanda. Non è una sostituzione. È un ampliamento delle possibilità. Ed è in questo spazio che Bocconi ha trovato, con chiarezza, il proprio posto.