Creare il futuro con responsabilità
Viviamo in un’epoca in cui i confini che separavano tecnologia, società ed economia si sono fatti più permeabili che mai. L’intelligenza artificiale sta trasformando i modi in cui pensiamo, produciamo valore e ci relazioniamo; le tensioni geopolitiche frammentano equilibri che davamo per acquisiti; i mutamenti demografici ridisegnano le mappe del talento e dell’accesso alle opportunità, oltre che alimentare i flussi migratori. In questo scenario così complesso, il ruolo dell’università assume un significato particolare: non solo formare — ma contribuire, attraverso l’attività di ricerca, a orientare. Non solo interpretare ciò che accade — ma anticiparlo quando possibile.
La storia della Bocconi è profondamente radicata in questa idea. La nostra tradizione non è quella di reagire ai cambiamenti, ma di leggerli con lucidità e trasformarli in occasioni di crescita e sviluppo. È ciò che abbiamo fatto nel passato, è ciò che intendiamo continuare a fare oggi. Il nuovo Piano Strategico 2026–2030 nasce proprio da questa consapevolezza: dalla necessità di dare forma a un futuro che non ci limitiamo a osservare, ma che vogliamo contribuire a costruire.
L’economista Peter Drucker scriveva: “Il modo migliore per predire il futuro è crearlo.” È una frase che riflette molto bene la nostra missione: il futuro non è un oggetto da contemplare, è una responsabilità da assumersi. E questo Piano nasce proprio così: non come esercizio di previsione, ma come scelta condivisa di costruzione.
È infatti il risultato di un percorso corale. Nei mesi scorsi abbiamo raccolto analisi, idee e prospettive dalla comunità Bocconi in tutte le sue componenti: docenti, ricercatori, studenti, staff. Abbiamo dialogato con le imprese — che vivono in prima linea la trasformazione tecnologica, organizzativa e sociale — e con i nostri alumni, attivi nelle istituzioni, nelle aziende internazionali, nelle startup, nella società civile. Da questo confronto emerge una visione comune: un’università che rimane fedele ai propri valori e, allo stesso tempo, si prepara a un mondo che cambia rapidamente.
Il Piano nasce dall’esigenza di interpretare con realismo i cambiamenti globali che stanno trasformando il lavoro, la società e la produzione di conoscenza. Abbiamo scelto di mettere al centro alcuni principi che riteniamo fondamentali per il futuro dell’università.
Il primo è il valore del metodo scientifico: in un mondo attraversato da informazioni incerte e decisioni urgenti, la ricerca deve rimanere rigorosa, trasparente, interdisciplinare e capace di dialogare con la società. È questa la bussola che permette di orientarsi nella complessità.
Il secondo principio è la centralità delle persone. In un mondo accelerato, ciò che è umano — il pensiero critico, la capacità di giudizio, la creatività, le competenze socio-emotive — acquista ancora più valore. Investire nelle persone significa investire nel futuro, nella qualità delle decisioni, nella coesione sociale e nella capacità di trasformare le sfide in opportunità.
Il terzo riguarda la tecnologia. L’intelligenza artificiale è ormai parte dell’infrastruttura cognitiva con cui tutti, individui e organizzazioni, operano quotidianamente. L’università ha la responsabilità di preparare persone in grado non solo di utilizzare questi strumenti, ma di comprenderli, valutarli e guidarne gli impatti.
Questi tre punti non esauriscono la nostra ambizione, ma ne rappresentano il fondamento. L’università è un’istituzione al servizio della collettività: deve contribuire al dibattito pubblico, sostenere la mobilità sociale, promuovere un ambiente inclusivo, valorizzare i talenti, costruire connessioni internazionali. In una fase storica segnata da tensioni globali e da pressioni sulla libertà accademica, la Bocconi intende rimanere un luogo indipendente, aperto, pluralista.
Il Piano indica dunque una direzione chiara: un’università in continua evoluzione per accompagnare una società in trasformazione; che rafforza il proprio radicamento europeo e amplia la propria presenza globale; che investe nel campus come spazio di incontro e nella ricerca come bene pubblico; che mette le persone al centro della propria missione.
Costruire il futuro significa questo: assumersi la responsabilità del cambiamento, con realismo e con fiducia. Ed è esattamente ciò che intendiamo fare.