Sicurezza quotidiana: come funziona il sistema Bocconi
Il 28 aprile, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, l’Università Bocconi promuove una prova di evacuazione generale che coinvolgerà l’intero campus. Un appuntamento che non ha carattere simbolico, ma rappresenta uno dei momenti chiave di verifica di un sistema costruito per funzionare ogni giorno, in condizioni ordinarie come in quelle straordinarie.
Un sistema integrato, ogni giorno operativo
La sicurezza in Bocconi è infatti il risultato di un’organizzazione articolata che integra infrastrutture, tecnologie e persone. Il cuore operativo è la control room, che presidia costantemente gli spazi interni ed esterni attraverso un sistema di oltre 800 telecamere e operatori dedicati al monitoraggio e all’intervento. A questo si affianca un presidio sanitario interno con infermeria attiva nei giorni feriali, soccorritori e un servizio medico quotidiano.
“La sicurezza non è un insieme di regole astratte, ma un sistema concreto che deve funzionare ogni giorno”, sottolinea Riccardo Taranto, consigliere delegato dell’Università Bocconi. “Per questo investiamo in infrastrutture, formazione e tecnologie, ma soprattutto lavoriamo perché tutta la comunità sia consapevole del proprio ruolo”.
Prevenzione e gestione: quattro livelli che lavorano insieme
Sul fronte della prevenzione e della gestione delle emergenze, il modello si basa su più livelli che devono funzionare in modo coordinato: prevenzione, protezione, gestione dell’emergenza e comportamento individuale. I presidi tecnici sono diffusi in tutto il campus: sistemi di rilevazione incendi, allarmi, impianti di spegnimento e compartimentazioni, affiancati da una rete capillare di dispositivi operativi. Oltre 1.800 estintori, centinaia di idranti e naspi (dispositivi di protezione attiva contro gli incendi), più di 12mila rilevatori di fumo e una segnaletica estesa contribuiscono a rendere immediatamente riconoscibili i percorsi e le azioni da intraprendere.
Ruoli chiari e formazione continua
Questo impianto è supportato da un’organizzazione precisa delle responsabilità. I piani di emergenza, definiti per ciascun edificio, stabiliscono ruoli, procedure e modalità di intervento in diversi scenari, dall’incendio all’emergenza sanitaria fino a eventi più complessi. Le squadre dedicate – composta da oltre 100 persone tra addetti al primo soccorso, alla prevenzione incendi, all’evacuazione e all’utilizzo dei defibrillatori – sono formate e periodicamente addestrate per operare in modo coordinato.
La prova di evacuazione come test reale
La prova di evacuazione del 28 aprile si inserisce in questo contesto: è uno strumento operativo per testare l’efficacia delle procedure e la capacità di risposta dell’intera comunità universitaria. Il sistema, infatti, si regge sull’equilibrio tra tecnologia e comportamento: ogni componente deve essere pronta e allineata.
Informazioni chiare, azioni immediate
Un’attenzione particolare è dedicata anche alla diffusione delle informazioni. Strumenti come le “Emergency Quick Card”, distribuite in tutte le aule, sintetizzano in modo chiaro cosa fare in caso di emergenza: dai numeri da contattare – dal 2121, numero dedicato per contattare direttamente la control room o il 3015 per parlare con l’infermeria – alle modalità di evacuazione, che vengono attivate solo su indicazione esplicita attraverso messaggi vocali o squadre di primo intervento.
Rafforzare la risposta sanitaria sul campus
Sul fronte della risposta alle emergenze sanitarie, il campus dispone di un sistema strutturato di primo intervento che integra presidi, personale e dotazioni diffuse. È attiva un’infermeria interna con soccorritori presenti nei giorni feriali, affiancata da un presidio medico quotidiano – il “doctor on campus” – gestito da Humanitas Medical Care, che garantisce assistenza sanitaria direttamente in ateneo. A questo si aggiunge la presenza di un’ambulanza dedicata, pronta a intervenire in caso di necessità.
All’interno di questa rete, il campus dispone già di 10 defibrillatori distribuiti nei principali edifici. A questa dotazione se ne aggiungerà uno nuovo, che sarà installato il 28 aprile alle ore 9 grazie a una donazione del Rotaract Milano Nord EST Brera, rafforzando ulteriormente la capacità di risposta immediata.
Una infrastruttura invisibile ma essenziale
“L’obiettivo non è creare allarme, ma garantire che ognuno sappia esattamente cosa fare”, aggiunge Taranto. “La sicurezza efficace è quella che non si vede, perché funziona. E quando serve, deve essere immediata, riconoscibile e affidabile”.
In una realtà complessa come un campus universitario internazionale, attraversato ogni giorno da migliaia di persone, la sicurezza si configura così come un’infrastruttura essenziale e continua. La Giornata mondiale del 28 aprile offre l’occasione per renderla visibile, mostrando come dietro procedure e numeri ci sia un sistema progettato per proteggere persone, spazi e attività senza interromperne la continuità.
Your Safety Matters