Me.Mo., Bocconi mette in movimento il merito
L’Università Bocconi entra in Me.Mo. – Merito e Mobilità Sociale, il programma nazionale promosso dalla Scuola Superiore Sant’Anna e sviluppato con la Rete MERITA – La Rete per il Talento, nato per accompagnare studentesse e studenti meritevoli delle scuole superiori provenienti da contesti socioeconomici e culturali meno favoriti verso una scelta universitaria più consapevole.
L’adesione si inserisce nel percorso tracciato dal Piano Strategico Bocconi 2026-2030 e dal Progetto 34, ispirato all’articolo 34 della Costituzione, che riconosce il diritto dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, a raggiungere i gradi più alti degli studi. L’obiettivo è intervenire prima dell’accesso universitario, dove la mancanza di informazioni, fiducia o modelli di riferimento può trasformare un potenziale percorso di crescita in una rinuncia preventiva.
Prima che il talento resti invisibile
Me.Mo. si rivolge a studenti e studentesse del penultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, con particolare attenzione ai giovani di prima generazione universitaria e a chi proviene da contesti familiari o territoriali meno favoriti. Il percorso combina orientamento, mentoring tra pari, attività territoriali, esperienze residenziali, preparazione alla scelta post-diploma e confronto con docenti, tutor, studenti e alumni.
“La mobilità sociale è una responsabilità concreta per una grande università: si tratta di rendere effettivo l’accesso agli studi universitari per tutti i giovani di valore e allo stesso tempo di mettere in atto iniziative che permettano di intercettare e riconoscere il talento dove rischia di restare invisibile”, dichiara Marta Cartabia, Prorettrice all’Impegno Sociale e agli Affari Istituzionali dell’Università Bocconi. “Con Me.Mo. Bocconi rafforza il proprio impegno a rimuovere ostacoli e barriere di natura economica, sociale, culturale, educativa che impediscono ai giovani talenti di esprimere appieno il proprio potenziale”.
Il contributo di Bocconi
Bocconi contribuirà al progetto attraverso il coinvolgimento di studenti mentor, attività di orientamento sul territorio, esperienze immersive nel campus e momenti di confronto con la comunità accademica. Per l’anno accademico 2026/2027 è previsto il coinvolgimento di 150 studenti seguiti da Bocconi, organizzati in 10 gruppi e accompagnati da 20 ambassador Bocconi in qualità di tutor.
“L’articolo 34 della Costituzione non è solo un principio da richiamare, ma un compito da attuare”, aggiunge Marta Cartabia. “Per questo l’università deve uscire pre andare incontro agli studenti anche prima che arrivino a bussare alle sue porte: nelle scuole, nei territori, nelle famiglie, nei luoghi in cui si formano aspirazioni, aspettative e motivazione. Me.Mo. è un progetto condiviso tra varie istituzioni universitarie che si muove in questa direzione”.
Un tassello della strategia di impatto sociale
L’ingresso in Me.Mo. rafforza il ruolo di Bocconi in una rete nazionale impegnata a promuovere accesso equo all’istruzione superiore, valorizzazione del merito e crescita del capitale umano del Paese. Per l’Ateneo, il progetto rappresenta una tappa concreta del più ampio impegno per rendere l’eccellenza universitaria più aperta, inclusiva e capace di generare impatto sociale.
“MeMo nasce dalla convinzione che il talento sia presente in tutti i contesti sociali e territoriali, ma che non tutti abbiano le stesse opportunità per esprimerlo. In oltre dieci anni di esperienza alla Scuola Superiore Sant’Anna abbiamo costruito un modello che accompagna ragazze e ragazzi first generation nelle loro scelte universitarie. La nuova convenzione, con l’ingresso dell’Università Bocconi accanto alle istituzioni della rete MERITA, rafforza questo impegno comune: creare le condizioni perché il merito possa emergere indipendentemente dalla famiglia o dal territorio di provenienza” dichiara Nicola Vitiello, Rettore della Scuola Superiore Sant’Anna.