L’intelligenza artificiale è già entrata nella medicina: aiuta a leggere immagini diagnostiche, analizzare dati clinici, prevedere rischi, personalizzare cure, organizzare percorsi di assistenza e ridurre tempi e sprechi. Ma fino a che punto siamo disposti ad accettarla? Ci fideremmo di un algoritmo che suggerisce una diagnosi, segnala una priorità o propone una terapia?
Questo incontro della serie “Ricerca, Chiedi”, parte dalle domande del pubblico per discutere non solo che cosa l’AI può fare in sanità, ma a quali condizioni può essere davvero utile per medici, pazienti e organizzazioni sanitarie. Accuratezza, responsabilità, trasparenza, privacy, rapporto medico-paziente, qualità dei dati e rischio di nuove disuguaglianze sono questioni decisive: la tecnologia può migliorare le cure, ma non basta che funzioni tecnicamente per essere accettata.
Un appuntamento interattivo per capire dove l’intelligenza artificiale può portare benefici concreti – diagnosi più rapide, cure più mirate, servizi più efficienti — e dove invece servono cautela, regole e fiducia. I partecipanti saranno invitati a portare dubbi ed esperienze concrete, trasformandoli nel punto di partenza per ragionare su una domanda centrale: in medicina, che cosa vogliamo delegare alla tecnologia e che cosa deve restare umano?
Interviene
Amelia Compagni
Direttrice CERGAS Centro di ricerche sulla gestione dell'assistenza sanitaria e sociale, Università Bocconi
Partecipazione gratuita con prenotazione fino a esaurimento posti.
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