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L'Agenda di lavoro del Comitato di indirizzo

Il metodo di lavoro

Per ciascuno dei temi che verranno individuati verrà formato un sotto-gruppo di lavoro, nell’ambito del Comitato di indirizzo. I gruppi di lavoro, che potranno avvalersi anche della collaborazione di esperti esterni, relazioneranno agli altri membri del Comitato di indirizzo a uno stadio intermedio di elaborazione della loro analisi. In questa fase si inviteranno anche esperti che  illustrino le best practices internazionali. I risultati finali verranno presentati in incontri cui parteciperanno anche esperti esterni (italiani e non)  in qualità di discussant.

 

Il prodotto finale e quello intermedio

Il Comitato si propone di produrre un rapporto finale rivolto a un pubblico ampio che tratterà una serie di temi specifici selezionati dal Comitato stesso. Oltre a evidenziare le criticità, il rapporto fornirà una serie di prescrizioni puntuali di policy. Particolare attenzione sarà prestata a comprendere i motivi per cui determinate riforme non sono state attuate in passato, pur riconoscendone la potenziale validità, o, nel caso siano state fatte, perché non abbiano dato i risultati sperati.

In vista dell’inizio della nuova legislatura, è intenzione del Comitato produrre un rapporto intermedio entro la primavera 2013 che si concentrerà su due-tre temi specifici.

 

I contenuti

I contenuti del rapporto muoveranno dalla premessa che sia i sintomi sia le cause generali della stagnazione economica italiana sono già state ampiamente discusse e in larga parte condivise fra gli addetti ai lavori, e anche da ampi strati dell’opinione pubblica.  

I sintomi sono il ristagno della produttività, la perdita di competitività rispetto ai principali paesi dell’area dell’euro, la scarsa capacità di attrarre capitali dall’estero, la carenza di innovazione, la specializzazione produttiva in settori tradizionali particolarmente esposti alla concorrenza internazionale, la piccola dimensione media delle imprese, la scarsa capacità di attrarre capitali dall’estero, la insufficiente creazione di posti di lavoro nei servizi.

Le cause generali riguardano la definizione dei confini tra stato e mercato, il funzionamento della pubblica amministrazione in tante aree cruciali, le istituzioni del mercato del lavoro, il sistema di formazione del capitale umano, la mancanza di concorrenza in diversi comparti dei servizi, il livello e la distribuzione del carico fiscale.
Il rapporto e i lavori di approfondimento si concentreranno soprattutto su come impostare e disegnare le riforme che appaiono prioritarie.

Ultimo aggiornamento 06/03/2013 - 13:06:51